DE SANTIS: IL NOSTRO CINEMA PARADISO

Un autodidatta eccellente, un meraviglioso dilettante . Questo, in primo luogo, e’ stato Giacomo De Santis. In un mondo popolato da “finti” professionisti e da “inutili” laureati e’ gia’ uno scandalo . Eppure Lo “scandaloso “ Giacomo durante due decenni, gli anni 60 e 70 , ha regalato a Lecco, a noi, eventi culturali inimmaginabili, incontri irripetibili con i migliori artisti del mondo, mostre d’arte concerti, festival; rilanciato e fondato associazioni , giornali; ha salvato il nostro Teatro, le ville storiche. Ha fatto insomma della nostra città un polo vibrante di cultura nazionale. Giacomo De Santis e’ stato il nostro “CINEMA PARADISO” : ha spalancato ai giovani della mia generazione e a me le porte e le finestre del Mondo. La negritudine del jazz americano passava in Europa e si fermava a Lecco come quella zingara di Django Reinhard , Arturo Benedetti Michelangeli suonava a Lecco così come Giorgio Gaslini, Joe Venuti,Franco Cerri. Stefania Sandrelli ,diciottenne, ballava con noi all’Orsa Maggiore dopo esser stata scelta per una “noce d’oro”. La generosità di “Giacomino” non l’ho mai piu’ ritrovata. Era intellettualmente generoso ma anche materialmente. A sedici anni o poco piu’ gli chiesi di poter scrivere per il suo “Giornale di Lecco” e lui mi disse sì, di provare. E con me disse di sì a tanti altri amici di quegli anni.Si fidava dei giovani e piu’ in generale si fidava della gente. Era curioso degli altri e condivideva il suo grande appetito di musica , di teatro, di cinema, di pittura e ,naturalmente, anche di…cibo. Ci invitava a pranzo , a cena , alla trattoria del Piscen, a Pescarenico, ma anche nei grandi ristoranti di Milano, di Verona ( dopo l’Arena). Ho pranzato in un grande ristorante per la prima volta a 17 anni, invitato da lui, e con lui stavano seduti in quel locale di Via Manzoni ,a Milano, Pietro Bianchi e Morando Morandini. Li ascoltavo in silenzio parlare di cinema. Il centro di cultura in rete con la sezione lecchese di gioventu’ musicale e più tardi con l’ azienda di promozione turistica, ha prodotto, sotto la sua guida leggera , incontri memorabili con artisti e scrittori immensi, ha intuito le potenzialità del lago con la musica sull’acqua. Voglio solo ricordare una sera con Dino Buzzati e un mattino di fine agosto 68 con il corpo di ballo e la grande orchestra di Bratislava. Piangevano tutti, e io con loro ,i carri armati sovietici che stavano stritolando il Paese nel quale sarebbero rientrati il giorno dopo. De Santis era liberale e socialista quando i comunisti e i democristiani erano “quelli di una volta”. Non e’ stato facile per lui. I chierici bigotti della destra e ,ancor più, della sinistra non gli perdonavano le capacità, la generosita’,l’indipendenza,l’autonomia, la qualità delle sue proposte. Non gliele hanno mai perdonate.

Anche Fabrizio e Andre e’ venuto a lecco ,una volta sola, nel 68. Invitato dal Centro di cultura di Giacomo De Santis naturalmente.Ricordo quella sera a Palazzo Falk quando De Andre ,timidissimo, metteva i suoi dischi sul piccolo giradischi e rifiutava di definirsi poeta. De Andre a Lecco ci venne senza chiedere una lira. Poi ci invito’ a tarda sera in un bar del lungolago dove con altri giovani del centro bevemmo il nostro primo whiskey . Lui ne bevve più di uno…

Qualche mese dopo avremmo conosciuto ,sempre grazie al Centro, Fernanda Pivano.

La “scandalosa follia “ di Giacomo fu soprattutto quella di non accorgersi che troppo spesso la sua città guardava il suo dito mentre indicava la luna.

Poi sono arrivati gli anni della crisi , l’acquisto di “ Sipario”, la piu’ prestigiosa rivista culturale italiana e i problemi finanzari legati a quella scelta ,la solitudine , la malattia.

La morte arrivò all’improvviso in un giorno dell’86. Solo in una piccola stanza di quella che una volta era la sua grande casa. Povero. Lui che era nato ricco. Nella citta’ di ferro e di acciaio che misura il successo dal conto corrente e l’eternità dal marmo nelle tombe di famiglia. La sua scomparsa fu l’utimo scandalo. Oggi, a piu’ di venti anni da quel giorno, non ho piu’ dubbi che malgaro gli ultimi anni difficili De Santis sia stato-e resti- un uomo di grande successo, che ha meravigliosamente compiuto la sua vita,che ha realizzato, come dicevano i greci, il proprio daimon.

Il sipario e’ sceso su di lui. Il silenzio sugli eventi che ci ha regalato. Ma come in tutte le grandi opere, continua a rieccheggiare in noi l’eco di quelle musiche , di quelle parole, l’immagine di quelle scenografie , di quei dipinti, e ,da ultimo, la convinzione che la bellezza e la verita’ stiano nella contaminazione positiva tra genti , storie e culture.

One Reply to “DE SANTIS: IL NOSTRO CINEMA PARADISO”

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