Morondava de mon coeur

Morondava-Madagascar.
Cercate Morondava con google-earth e già così vi accorgerete di quanta sia la rovina in questa città sul canale di Mozambico che dieci anni fa è stata devastata da un ciclone. Eppure sono rovine stranamente belle. E Morondava è una città stranamente serena.
Rileggo qualche riga di Roberto Peregalli tratta da – i luoghi e la polvere-:”…troviamo queste rovine dappertutto nel mondo,sparse tra le nuove costruzioni  o isolate e lontane.Quello che colpisce è la tranquillità,la pacatezza. Non servono più a nulla, possono essere cancellate da una ruspa. Questa fragilità è la loro forza…ci assomigliano.”
Camminare tra le vie polverose di Morondava o sulla lunghissima spiaggia, a bassa marea, è stupefacente. Per tutte queste rovine a fior di pelle , per la sua totale miseria, per la sua totale allegria.

Argentina

Estancia Santa Rita.
Inverno australe ,la luce fredda nello spazio illimitato della pampa umida. E’ a sud di Buenos Aires non più di 70 kilometri e a pochi dalla frazione di- Lobos- dove è nata Evita? o è morto Peron? vi è comunque accaduto qualcosa di memorabile nella storia argentina..
All’ingresso della casa padronale -che sembra un tempio- risuona un cd : il requiem di Mozart. I pochi ospiti guardano in silenzio verso le vetrate opache . La mia stanza , grande, con un grandissimo camino di pietra ed un grande letto bordò, a baldacchino. Mai avuto, mai dormito in un letto così. Troppo/troppo vicino all’ultimo per non pensare ad un catafalco. Un letto così, da solo, è davvero funebre. Bussano : portano la legna  per la notte, per il camino di fronte al grande letto. Sono ancora vivo.

Da : bagaglio a mano – Albenga

Albenga. Ci si passa sempre vicini . L’uscita dall’autostrada ci è indicata ad ogni viaggio verso la Francia ,la Spagna . Ma ci si ferma poco ad Albenga. Io l’ho fatto per caso lo scorso mese di luglio.
Il centro storico monumentale e’ tra i più belli e i meglio conservati che conosca. La romanità imperiale è ancora lì a due passi dalla spiaggia, commovente. Il lungomare ti porta facilmente al delta di un fiume sontuoso di isolotti e di salici. Due giovani inglesi hanno acquistato pochi anni fa la -Torre Cepollini- , una casa-fortezza del XIII secolo trasformata con gusto eccellente in bed§breakfast .
Ho dormito 2 notti nella stanza del vescovo. Vecchie altissime imposte verdi. All’alba stormi di rondini di mare rompono il silenzio stridendo nella luce blu che illumina belle signore inglesi dalle stampe vittoriane  di fronte al letto. Svegliarsi così in una grande stanza a volta , guardare il giardino arruffato con, in fondo, l’ antica canonica è un tuffo nella bellezza, raro, insperato.

Bagaglio a mano

E’ quello che si porta in cabina, è quello , di solito, con le rotelle. Leggero- massimo sette kilogrammi-. Il bagaglio  a mano obbliga una scelta lacerante tra le cose che si vorrebbero portare via ,con noi, e che invece vanno lasciate lì. Nell’altra vita che precede il viaggio.
Ovviamente è anche una metafora  o può esserlo. Sopratutto lo è per la scrittura- l’arte della sottrazione-  come dice Claudio Magris.
Anche in questo caso scelte che feriscono tra quel che si vorrebbe dire ma che non ci sta ,
perchè troppo consumato, banale , troppo chiassoso. Sobrietà necessaria  nel raccontare la geografia , ricerca ambiziosissima di leggerezza nel dire in dieci righe qualcosa che possa servire a qualcuno : un indirizzo, una suggestione , una -messa in guardia-. L’esperienza del viaggiare aiuta a guardare in faccia la dolcezza e la ferocia del Mondo.