Santelmo

Georges Perec ci ha indicato una chiave di scrittura ,la sola
possibile, forse, per raccontare il nostro tempo. L’annotazione
minuziosa, monotona e commovente delle cose come sono e che mi passano
davanti , adesso,  nella sera del 3 aprile 2005 alle ore 19 ” bar-cafè
dell’esquina” a Santelmo in Buenos Aires.
Una giovane donna dai capelli neri, occhi chiari, un maglione verde
pallido, belle piccole mani che agita, parlando al ragazzo dal viso
rotondo con barba leggera. Lui ascolta. Nella vetrina di fronte  un
uomo appoggiato al  bancone di zinco di un ristorante deserto .
Immobile come nel quadro di Pollok. Passano traballando tra le buche ,
uno ad uno, gli autobus della municipalità:
QUILMES-BOCA-RETIRO-QUILMES. Due ragazze nord americane chiedono ,dal
tavolo di destra, due birre scure. La donna dai capelli neri si alza e
va verso il bagno. Mi sfiora senza guardarmi. Io la ricorderò per
molto tempo. Forse per sempre.

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