Una notte in amazzonia

Una notte non dimenticata, profumata da un temporale ,nell’Amazzonia equatoriana, in un villaggio indio sul fiume Napo. Una bambina che amava parlare , voleva barattare le sue collanine di bacche con dolci e matite, ripeteva più volte il mio nome ,furba e affettuosa. Mi disse del bene che voleva al suo piccolo cane e al bradipo pigro dentro la casa della notte. Ci accompagnò in silenzio alla barca ,dovevamo partire. La piroga dondolò a lungo tra le ninfee prima di uscire al lago .Solo allora la bambina mi salutò con la mano prima di voltarsi e correre al suo villaggio in salita. Una enorme tristezza ,come una nostalgia si impigliò nella mia gola. Attraversai il lago , ritrovai il rio Napo, con la certezza di aver perduto un ‘altra possibile figlia.

apprendistato dell’addio

Tra i mille sentieri possibili , pensando un viaggio, vi sono anche quelli che attraversano i più importanti cimiteri d’Europa. Quello di Lecco, e’ tra questi. Il viaggio e’ comunque un apprendistato degli addii e, fin troppo facile metafora, di quello definitivo. Tra i cimiteri più famosi e visitati il Père Lachaise di Parigi, quello ebraico di Praga, Il monumentale di Genova e ,per me, il piccolo camposanto di Les Baux de Provence. Si affaccia sulla provenza mistraliana, sul  mulino di Daudet. Odoroso di resina, umido di muschi , le belle pietre bianche delle Alpilles a onorare i fieri provencaux. In questo itinerario ,ancora una metafora, il bagaglio leggero è d’obbligo…

Garota de Ipanema

Il “ Cafè de la gare”  a Tananarive è , oggi, quello alla moda. Nella bella stazione, dei treni che non passano più, hanno inaugurato una brasserie  di gusto tropicale e di efficenza occidentale.
Un pianista improvvisa a tutte le ore del giorno e della notte. Questa sera è “ La garota de Ipanema” . La ragazza è lontana ,nel tempo e nello spazio; anche se appartiene allo  stesso Capricorno. Io la ricordo, in quelle note, scritte sul muro del localino che portava il suo nome, in una parallela di Copacabana. Tanti, tanti anni fa. Allora scendeva dal morro lussureggiante che stava proprio dietro all’avenida atlantica. Grazia da regina, altera, superba, povera . Ora vedo che mi sorride mentre attraversa il viale dell’indipendenza. E’ sempre Lei , la sola che può cancellare la tristezza e regalare al nostro angolo di mondo ,per un momento, l’emozione della bellezza.