La Sicilia

Tre soli viaggi in Sicilia, poco più di un mese in tutto. Eppure quest’isola “senza volontà”, pessimista e fiera, terra di luce e di lutto, è l’isola del mio cognome. Ho sempre avuto “male alla Sicilia” (parafrasando Camus), tra nostalgia e impossibilità, l’ho immaginata da sempre.

I suoi scrittori, grandi, me l’hanno raccontata. Ho guardato poi la mia Catania, sotto il vulcano, e Palermo, devastata dal brutto cemento. Le montagne dell’interno ancora silenziose, Enna alta e solitaria, Caltanissetta. A Noto, quasi di fronte alla cattedrale, in una piccola trattoria, la pasta con le melanzane il profumo del basilico e l’anziana cuoca che mi guardava mangiare, nell’ombra, immaginando i padri.

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