La stazione di Varallo

Un solo binario. Percorso due volte al giorno da una carrozza e un locomotore stanco. Ai due lati del cammino ,come paesaggio, erbe alte e risaie . E’ il treno che porta da Novara a Varallo . Le rotaie Finiscono li’ con i due bei respingenti piatti e  arrugginiti sul cavalletto perduto in un campo giallo ,d’estate.
E’ l’ultima stazione ferroviaria possibile per raggiungere poi la Valsesia, Alagna, Rima .
A volte capita, come per miracolo, che la bellezza nasca dalle stazioni , dai vecchi caselli dei passaggi a livello (prima degli automatismi). E’ il caso di Varallo . Nell’edificio  classico del “tempo delle Ferrovie” un bel Caffè ancorato a quegli anni , un ristorante con le tovaglie bianche e poi i fiori , le aiuole (forse con il nome scritto dalle margherite)  gli ombrelloni  dall’una e dall’altra parte della rotaia. E’ un  luogo di frontiera, attraversato dal mistero del treno : così casalingo, così estraneo. Lo chiamerebbero  “ramo secco” ,quel tratto, ma ha generato un “ramo d’oro” .

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