Ilaria del Carretto

FinalBorgo sta in mezzo ad alture verde scuro. Medioevale fino al midollo, con i piccoli archi a sorreggere antiche case. I panni stesi alle finestre come lungo le rive di tutto il Mediterraneo.Il mare lo senti appena ma sai che è a pochi passi. E’ lì che ho avvertito la sua presenza, continua, assillante, malinconica. Non ricordavo affatto la sua storia e forse nemmeno la conoscevo. Mi è stata ricordata, d’ un tratto, all’incrocio di tre strade. Ilaria del Carretto era nata lì, aveva giocato e vissuto in quei cortili, tra quelle mura. Sei secoli prima.
Pochi anni fa avevo sfiorato il suo famosissimo sarcofago in una frettolosa visita a Lucca, senza averci fatto caso. Ma qui, dove era nata, la “ascoltavo” da ore, senza conoscerla, senza saperla. Il mistero dell’anima , della nostra? della sua? si riaffacciava a darmi nuove speranze e rinnovate inquietudini.

3 Replies to “Ilaria del Carretto”

  1. « […] Ora donne la bianca fiordaligi
    chiusa ne’ panni, stesa in sul coperchio
    del bel sepolcro; e tu l’avesti a specchio
    forse, ebbe la tua riva i suoi vestigi.
    Ma oggi non Ilaria del Carretto
    signoreggia la terra che tu bagni,
    o Serchio […] »

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