La vita privata degli oggetti

La vita privata degli oggetti. Negli ultimi vent’anni, dalla “ostalgia” in poi, le cose e non soltanto esse, ma anche certi profumi, cibi, liquori, fotografie in bianco e nero, musiche, manifesti pubblicitari del recente passato collettivo prendono una parte sempre più grande nella nostra personale “malinconia”. Fino al “museo della innocenza” di Orhan Pamuk che, almeno per me, spiega, esaustivamente, l’autonomia di questi “personaggi minori” che ci accompagnano – passo passo – dall’infanzia alla vecchiaia. Per qualcuno, e anche per me, bisognerebbe sbarazzarsene, col necessario impegno, con l’inevitabile dolore, per raggiungere  leggerezza e seguitare il cammino. Per altri, per Pamuk ad esempio, tutti gli oggetti che ci hanno accompagnato nella vita “risuonano” delle persone che abbiamo amato. Solo attraverso la loro puntigliosa catalogazione, la loro venerazione, possiamo trovare ragione, scopo e… felicità.

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