Museo Rodin

L’ho vista concentrata, quasi abbacinata, la ragazza del millenovecentosesantotto nella sala più luminosa, al museo Rodin.
Allora non avevo dubbi, guardandola: invidiava immobilità a quella Danae dal marmo cariato e al sesso gonfio della donna inginocchiata.
Immaginavo invece che quelle sorelle di marmo, quelle antiche modelle inviadiassero a Lei, la ragazza di maggio, capelli e mani e occhi.
Cosa sarà di Lei, che guarda con me a quella lontana primavera.

Configuration du dernier rivage

Semplici e molteplici ragioni mi accordano, in questa nuvolosa e fredda mattina, a un breve testo dall’ultima raccolta di Michel Houellebecq.
La consueta “veggenza” sta già nel titolo del libro: “Configuration du dernier rivage”.

Ecco il testo: – Disparue la croyance
Qui permet d’edifier
D’etre et de sanctifier,
Nous habitons l’absence.

Puis la vue disparait
Des etres les plus proches.

Facile la traduzione che, in ogni caso, resta impossibile per la poesia.

Arles in primavera

L’odore di erbe amare e d’ acque morte, era quasi sapore in quella notte fredda di aprile. Ore luminose nel cielo pulito dalla pioggia e dal maestrale. La luna rotonda rifletteva sulle acque del grande stagno le ombre dei tori di Yonnet, tranquille tra i salicorni e i silenzi.
Rabbrividisce il corpo già pronto alla primavera, contento del vento che domani porterà negli occhi e tra i capelli la sabbia del Colosseo.
E sarà ancora il sacrificio del sangue, nella feria pasquale, a consentire il mistero della stagione rinnovata.
Nelle grida e nei colori della festa tornerà la speranza.