Arles in primavera

L’odore di erbe amare e d’ acque morte, era quasi sapore in quella notte fredda di aprile. Ore luminose nel cielo pulito dalla pioggia e dal maestrale. La luna rotonda rifletteva sulle acque del grande stagno le ombre dei tori di Yonnet, tranquille tra i salicorni e i silenzi.
Rabbrividisce il corpo già pronto alla primavera, contento del vento che domani porterà negli occhi e tra i capelli la sabbia del Colosseo.
E sarà ancora il sacrificio del sangue, nella feria pasquale, a consentire il mistero della stagione rinnovata.
Nelle grida e nei colori della festa tornerà la speranza.

 

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