Museo Rodin

L’ho vista concentrata, quasi abbacinata, la ragazza del millenovecentosesantotto nella sala più luminosa, al museo Rodin.
Allora non avevo dubbi, guardandola: invidiava immobilità a quella Danae dal marmo cariato e al sesso gonfio della donna inginocchiata.
Immaginavo invece che quelle sorelle di marmo, quelle antiche modelle inviadiassero a Lei, la ragazza di maggio, capelli e mani e occhi.
Cosa sarà di Lei, che guarda con me a quella lontana primavera.

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