Un gelato a Panajacel

Un bambino e un gelato a Panajacel, in un Guatemala in guerra tra poveri e soldati. Me lo ricordo concentrato, serio, davanti a quella meraviglia color crema.
Trent’anni dopo, un’annoiata domenica mauriziana, di fronte all’ Oceano indiano. Una donna vecchia dal volto africano, una ragazzina con lei. Anche loro due serie, anch’esse concentrate sui loro quasi liquidi dolci. Che cosa mi commuove nell’atteggiamento dei vecchi e dei bambini che leccano un gelato?
Dopo qualche decennio mi sono fatto un’idea, forse ho trovato la risposta.
Il cono-gelato è metafora riuscita della nostra vita. Questo particolarissimo dolce è costituito di “profumi” più che di sapori: di cioccolata, di fragola, di vaniglia. Promesse che si sciolgono in fretta , lasciando impiastricciate le mani. Meravigliosamente effimero, il gelato nei bambini genera stupore, forse malinconica premonizione. Nei vecchi è un ricordo e una rinnovata conferma..

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