A proposito di Erdogan, di Piazza Taksim, dei falsi conservatori e dei veri reazionari

Penso non vi sia nulla peggio dei “leaders” reazionari con il vezzo del “progresso”.
Fossero feroci e nostalgici conservatori qualcosa di buono rimarrebbe, dopo di loro: i parchi, per esempio, con gli alberi secolari, il  mobilio dei vecchi ristoranti e dei caffè vetusti, le stradine lastricate, i mercati centenari, le case antiche con le loro belle crepe rovinose…
Ma questi nuovi e moderni reazionari con il mito del “progresso” uccidono  mercati, smantellano quartieri, sloggiano parchi per far posto a parcheggi. Nulla è più funereo di questi pallidi e -moderni- uomini del potere.

Malpensa, carrelli: 2 folli euro di sola andata per i bagagli

Da sei mesi non tornavo da un viaggio a Malpensa, tra i peggiori scali  d’Europa, e questa volta sono atterrato dalla Turchia con la moneta da un euro pronta per caricare i bagagli, in ritardo, sul carrello da trasporto. Come sempre turisti e stranieri angosciati chiedevano a me e ad altri “indigeni” di cambiare, prestare o regalare la moneta necessaria (l’uso del carrello è infatti gratuito in gran parte degli aereoporti). Lo faccio, ma inutilmente, per il viaggiatore indiano che me l’aveva richiesta. Infatti in sei mesi il costo è raddoppiato: moneta da 2 euro. La seconda novità è che in questi sei mesi qualcuno ha deciso che la moneta non venga nemmeno  più restituita alla fine dell’uso del carrello…
Abbiamo così l’aereoporto peggio servito e più caro del mondo…
Forse il meraviglioso futuro del turismo in Lombardia e in Italia (il Paese più inutilmente bello del mondo) potrebbe cominciare da queste piccole monete da 2 euro che al momento è possibile spendere per un velocissimo viaggio di sola andata per i nostri bagagli.

Salvatori di alberi

Vanno in discesa, adesso, nella notte chiara di Istambul, camminano verso le loro barche sul Bosforo, verso i loro tram, le loro periferie lontane, i salvatori degli alberi, gli eroi della primavera. Arrotolate le badiere e le mascherine in tasca, hanno un’aria soddisfatta i giovani turchi. Per questa notte, almeno, hanno vinto.

Istanbul

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Certo, l’avessi incontrata trent’anni fa, l’avrei amata alla follia.
Come ho amato Parigi e, piú tardi, Buenos Aires. Avrei cercato la sua lingua, ne avrei cantato le canzoni, abbracciandola come fosse mia.
Questa sera posso  solamente ammirarla da lontano, da un battello sul Bosforo. Più tardi mi rifugerò nei caffè bui dei quartieri popolari , ricorderò gli indirizzi dello Scrittore. Spierò allora, come un vecchio mendicante, la bellezza dei giovani, la loro poesia.Questa gente  che non avrò  tempo di conoscere.

Tempi che cambiano

Nel quartiere dove dormo, qui a Istanbul, questa mattina, tanti giovani, ragazze soprattutto, molto occidentali e tutte con una mascherina abbassata sul collo. Andavano di fretta, sicure. Mi sono  stupito vedendole come le giapponesi sulla metropolitana, mi sono preoccupato per una possibile malattia contagiosa che ignoravo. Più tardi ho capito che stavano invece abbandonando una manifestazione diventata troppo violenta. Una manifestazione a favore… degli alberi.