Progettare la speranza

Il progetto cambia la realtà.E’ la prima parte del concetto, quella immediatamente comprensibile, che il molto capace Giulio Ceppi ha messo al centro della mostra che da qualche settimana impegna la galleria Melesi di Lecco. Una realtà che, di certo, non riguarda soltanto l’architettura, ma anche l’esperienza personale di ognuno e l’intera società. Il “progetto” è ciò che più dolorosamente manca al nostro Paese e al nostro territorio e, in qualche modo, alla quotidiana esperienza di tutti noi.
Parallelamente, non so come, ho pensato al MuCem, il bellissimo nuovo museo inaugurato a Marsiglia lo scorso giugno: il museo della cultura mediterranea, realizzato in soli tre anni. E’ un progetto ambiziosissimo, con il direttore delle raccolte e il progettista dell’edificio stesso dagli italianissimi cognomi. Non è, quindi, una maledizione “genetica” la nostra ventennale (trentennale ?) incapacità di progettare il futuro. La maledizione risiede altrove. E bisognerebbe “esorcizzarla” al più presto.

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