Malpensa: carrelli no cost

Nel “Bagaglio a mano” del 7 giugno scorso avevo raccontato di come, in meno di 10 mesi, fossero lievitati i costi del carrello per il trasporto dei bagagli a Malpensa: ben 2 euro (+100% rispetto a prima), ma soprattutto non rimborsabili a fine utilizzo. Una sorta di “furto legalizzato”, senza contare i disagi per gli stranieri in transito non muniti della moneta in questione.
Rientrato da un viaggio pochi giorni fa (cinque mesi dopo la constatazione del rincaro), ho preso atto di una, finalmente positiva, novità: i carrelli sono a disposizione dei viaggiatori in “comodato gratuito” (come, peraltro, nel resto del mondo).
Non so se – ma non credo – sia stata determinante la mia segnalazione dalle colonne del Giornale di Lecco (più probabile che sia stata “aggiuntiva o rafforzativa” di altre), ma in ogni caso conforta la mia convinzione di quanto sia importante, qui ed ora, non considerare mai una “follia” amministrativa come l’ineluttabile frutto di incompetenza o di sopruso. Meglio invece segnalarla, indicarla come tale, in tutti i modi possibili e con tutti gli strumenti a disposizione. Solo allora un cittadino dichiara a chiare lettere che non si rassegna ad essere considerato un suddito.

I bambini del Madagascar

Il forte, arrogante, suono di un “claxon”. Una strada sterrata, pozzanghere e buche, nella cittadina di Morondava, in faccia al canale di Mozambico, nella regione del Menabè, Madagascar. Con la schiena al muro, osservo con qualche indigeno il lussuoso fuoristrada, nuovo fiammante, blu elettrico, marca Toyota, passare a velocità sostenuta. Un’auto rara nelle strade del sud della Grande Isola, la scritta che ne indica la proprietà – insieme al notissimo logo – è quella dell’UNICEF.
Conosco oramai il valore dei soldi in quel grande e disperato Paese: so che al costo iniziale di ogni auto vanno aggiunti il trasporto e le alte spese doganali, che lo fanno aumentare di almeno il 30%. So anche di non essere un moralista, però… il valore di quella Toyota sarebbe sufficiente per garantire l’uscita dalla miseria di migliaia di bambini della regione.
Parafrasando il noto entusiasmo del compianto Tonino Guerra: “Ma come si fa ad essere ottimisti?”.