Dubai: suk e crocevia del mondo

Cronache recenti e infinite misure di controllo sulle nostre identità e sui nostri bagagli indurrebbero all’allarme. Eppure, negli aeroporti, ci si sente sicuri. Sarà Mercurio, l’aura del lontano dio del viaggio. Chissà?
Così è per me nella gigantesca bolla di cristallo e di acciaio, nella dismisura di questo neo-giardino, oasi commerciale distesa nelle calde dune del deserto di Dubai. L’aeroporto nuovo degli Emirati è la postmoderna cattedrale dell’incontro e dello scambio. Dubai è esposizione e fiera, suk ipertecnologico, mensa gigantesca e tollerante.
Non so quante migliaia di persone ogni ora del giorno e della notte attraversino, passeggino o corrano nei corridoi di marmo e moquette dei “satelliti” delle compagnie aeree, salgano sui metrò interni di collegamento, guardino meravigliate le cascate nere o le gigantesche palme ed edere che crescono in un microclima da eterna primavera.
Le decine, forse centinaia, di ristoranti, bar, birrerie e bistrò, champagnerie e sale da tè, raccontati dagli schermi degli IPAD tenuti in bilico da sorridenti hostess che accolgono il flusso interminabile di genti e di tabù alimentari. Un locale kosher fronteggia una rosticceria tedesca. Passano tutte le etnie, le credenze e i colori del mondo.
Gruppi di fedeli diretti a Medina, scalzi, dalle tuniche bianche, neri del Centrafrica con i fastosi costumi tradizionali, ragazze senegalesi in bubù, ebrei ortodossi in pelliccia, sadù, buddisti, arabe in burka e russe in costume da spiaggia appena arrivate dalle Maldive. E poi i giapponesi e gli orientali coperti da cappotti e sciarpe invernali che sfiorano estivi turisti delle primavere australi. Un’africana vecchissima cammina veloce coperta nel segreto di un mantello chiaro e stellato. Verso quale volo? Per quale recondito voto e Paese? E’ questo un luogo di tregua e di tolleranza, un antico serraglio, dove, per convenienza millenaria, non è consentita violenza. E’ il luogo dei viaggiatori e dei mercanti, dei ladri e degli impostori .Tutti protetti e garantiti dall’ambiguità del dio Mercurio. E’ un Tempio al Cammino dell’uomo, “città di confine” sulla via della seta, su quella di una promessa.

Leave a Reply

Your email address will not be published.