Le nostre vite svizzere

Questi versi di Emily Dikinson, scelti da Monica Pareschi come introduzione alla sua raccolta di racconti , da oggi nelle librerie, mi sembrano particolarmente dedicati a noi, abitanti nelle vallate del nord..

“Le nostre vite svizzere –
così calme – così fredde –
fin quando un pomeriggio strano
le Alpi tralasciano i sipari
e noi guardiamo più lontano”.

Emily Dickinson tradotta da Silvia Bre.

Nostalgia d’Islanda

 

“La nostalgia più forte si avverte per ciò che non è mai accaduto” canta la giovane fadista Ana Moura. E’ un po’ quello che io provo da tempo nei confronti dell’Islanda… Un viaggio mai fatto che ho però  incominciato ad immaginare quarant’anni fa…

 

A Lussemburgo. Rientravo a Milano e nella porta accanto partivano i passeggeri con il volo Icelandair per Reykjavík. Guardavo quegli abitanti del nord, stregato dal nome difficile della loro capitale, dalla lontananza più che geografica della loro Isola. Più avanti, negli anni, ho ascoltato i racconti di qualcuno che c’era stato in Islanda. Più tardi ancora uscirono i primi libri di “Iperborea”, con le storie e le favole, la misteriosa Thule. E poi i doppi pony, i cavalli-pastori di pecore, così simili ai famigliari cavalli camarguesi. Le acque calde nel paesaggio freddo e fumoso di un nord che ho sempre soltanto immaginato. Un’isola opposta al Madagascar, opposta in tutto, se non nella sua totale alterità, nell’essere assolutamente l'”altrove”.

 

Nei giorni di pioggia e di temporali primaverili, quando le greggi sono riportate sulle montagne per quattro mesi di libertà tra erbe e licheni, quando la luce si riprende la notte, il desiderio di “tornare” in Islanda mi diviene quasi “intollerabile”.

 

Il pulcino elefante delle meraviglie

Non sono poi così diffuse,nel Mondo, le porte e gli specchi che conducono  al Paese delle meraviglie, al Paese della fantasia e della poesia. Uno di questi rari ingressi si trova qui, in provincia di Lecco. A Osnago. E’ il piccolo patio, l’uscio minuscolo della casa di Alberto Casiraghy, il pulcinoelefante. Un pesce di latta, una grande oca di plastica un nido di legno e  altri innumerevoli piccoli oggetti di “pulcineria” conducono al minuscolo  corridoio della casa di quell’autentico “cappellaio matto”, di quel poeta vero che, con l’aiuto del grande coleottero, ( la vecchia stampatrice) produce da 30 anni i suoi libri di giornata, scrive aforismi di accecante bellezza e accoglie ogni giorno chiunque venga attirato dal magnetismo di quella sua casa-meteora. Oggi Alberto E’ un Maestro conosciuto e riconosciuto da tanti in tanti luoghi del Mondo ma quando c’è, quando può, offre caffè in piccole tazze di porcellana, accarezzando Igor, un gatto enorme e sapiente, unico carnivoro ad abitare quelle stanze-nido, cenote, albero.
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Aprile mese crudele

E ritorna aprile. Il mese più crudele…
Lo scriveva Thomas Eliot nella-Terra desolata- L’affermazione, forte e tagliente, mi riporta sempre ad un’altra simile ” verità” : ..”non permetterò a nessuno di affermare che vent’anni sia la più bella età della vita”. Entrambi i versi mettono in guardia dai luoghi comuni e dalle facili equazioni, parlano della nostra inadeguatezza rispetto alla grande, incontenibile vitalità di queste due stagioni e ci avvertono di come il “ghiaccio” sia sempre possibile. Noi Abbiamo bisogno di speranze ma non di illusioni. Il primo mese della primavera dovrebbe aiutarci a-prevedere-noi stessi e non soltanto le nevicate improvvise.