Una Piazza Ferita

Il mercato grande
La luce si è spenta su tanti luoghi, cose, pensieri, speranze
ed idee; quasi simbolicamente, all’inizio del nuovo millennio.
Farne elenco sarebbe troppo lungo e troppo melanconico. Mi concentro allora su qualcosa di molto vicino a me e di molto concreto.
Anche al millenario mercato della nostra Piazza XX settembre è stato fatale il nuovo secolo. Ancora all’alba dei sabato mattina vanno i fantasmi colorati e vocianti, con le loro “giardinette”, le tende e i banconi di legno da nomadi ambulanti. Quasi ancora si avvertono i profumi, gli odori e la confusione bella del Mercato Grande. Questa antichissima e umanissima tradizione commerciale. Proprio nel duemila l’Amministrazione comunale decise che quel mercato andava trasferito altrove. Di fatto ne decretò la fine. Uno sfregio all’anima della città di cui non ci siamo, forse, accorti subito, ma che adesso, tanti anni dopo, brucia ancora, è una “mancanza”, per molti lecchesi. Quella Piazza senza il ritmo settimanale dei mercanti-ambulanti ha perduto per sempre il segno e il senso, divenuta un ennesimo “non luogo” come le “piazze” dei grandi centri commerciali nelle nostre sempre più desolate periferie. Esagero?

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