Berat : l’Albania che resiste

Congelata nell’autarchia dello stalinismo di Hoxha per molti decenni. Poi, quasi subito dopo, la protezione dell’Unesco. E’ così che Berat si è potuta salvare. E’ qui, davanti a me, immagine di favola balcanica, epico racconto di Ismail Kadaré.
I Romani imperiali prima, poi i Bizantini, gli Ottomani, i Turchi, gli Slavi… hanno lasciato intatte molte delle strade acciottolate, due moschee, qualche piccola chiesa e le “mille finestre” sul fiume Osum, sul ponte di pietra.
Risuonano i passi, le parole e le risate dei bambini in un “palcoscenico” immutato, dove generazioni di attori si persuadono della loro “recita” quotidiana, tanto aderente alle stagioni e alle erbe, ai fiori spontanei cresciuti nelle fessure delle loro belle strade in salita.
E’ così, allora, che il finto sacrificio umano voluto per ingraziarsi il fiume prima della costruzione del ponte vecchio è soltanto il lieto fine di uno dei cento racconti per allungare le notti.

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