La dolce aurea di Butrinti

I IMG_1229primi furono gli sconfitti nella guerra di Troia: la leggenda dice che
Enea,
sacrificando un toro recalcitrante, incontra questa terra circondata da
acque salmastre e, per questo, la battezza Butrinti. Oggi è un vastissimo

giacimento archeologico al confine sud tra Albania e Grecia, di fronte
all’Isola

di Corfù. Molto più che in altri altari alla memoria, in quest’area dove ­
nel corso
di 3000 anni – si sono insediati popoli e Dei differenti sembra
sopravvivere
ancora un “pezzetto” d’aura – di anima – del Mondo Antico. Le
pietre e le colonne dei templi, le porte che ancora aprono sul lago e

sulle colline, senza recinti, pastori e greggi di quel lontano Epiro che è

ancora infanzia nostra. Soprattutto alla Dea della salute e a Esculapio
sembra
dedicato il luogo, al desiderio – umanissimo e contemporaneo – di salvarci
dal
“morbo”, di poter contemplare la natura e la bellezza fino alla fine,

nel dolce tramonto sullo Ionio.

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