Il tango di Guido Gozzano

Con settembre torna la poesia di Guido Gozzano, il “grandissimo minore” che oggi ci sembra molto più vicino e pertinente di quando, ragazzini, ci pareva inutilmente borghese e decadente.
Borghese lo era di certo, e senza sensi di colpa. Pessimista, malinconico, individualista, entomologo di “appassite passioni”. Un osservatore senza volontà. In quella sua Torino dei primi Novecento non doveva sentirsi a proprio agio. Quel secolo appena iniziato risuonava di valzer e di certezze elettriche. Torino era già automobilistica e gramsciana, ottimista e volonterosa. Soltanto lui, il giovane Gozzano, romanticamente malato di tisi, non era persuaso: non credeva a un secolo di meraviglia e di felicità. Sappiamo fin troppo bene quanto avesse ragione lui…
Oggi lo sentiamo stranamente vicino, quasi un contemporaneo compositore di tangos, un “musicista” per questa lunghissima stagione del nostro scontento. tangos

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