Zaz, la cantante della “ville sans lumiere”…

Ci sono voluti più di cinquant’anni ma ora, con l’album “Paris”, finalmente, la giovane Isabelle Geffroy, ZAZ, viene riconosciuta come la reincarnazione contemporanea e popolare di Edith Piaf.Ha convinto tutti, il pubblico, al critica e addirittura i colleghi. La voce di Zaz è un -riprendere la parola- è la riconcigliazione con il mito delle Sirene, con quello di Orfeo e certo con quello più recente della stessa Edith Piaf. E’ una voce rotta, è “gola di sabbia”, che canta le periferie, quel che resta della Parigi popolare e della ville lumiere che deve “diminuire i consumi”.  Sa anche reinterpretare , ricantare, i grandi successi del secolo scorso. Conosciuta anche in Italia per il bellissimo pezzo “je veux” (io voglio), lo diventerà ancora di più con questo album dove duetta con il grande vecchio della canzone francese Charles Aznavour.
Io l’ho conosciuta una decina di anni fa. Cantava a -Les trois mailletz- il cabaret superstite di Parigi. Era quasi una clocharde accompagnata da un piano scordato, non era bella, pallida come i poveri usciti dalle nebbie dei porti di Jean Gabin…
Cantava “la vie en rose” così bene, da meritarsi gli applausi, i fiori, gli abbracci e qualche franco dai 5 clienti di quella sera.
L’ho riconosciuta subito in un video clip, un anno fa, felice che, per una volta ancora, un grande talento di strada, di metrò – abbia ripreso la parola- e  parli per tutti noi.images

 

 

 

 

 

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