Prendersi cura delle ossa

Ai primi posti di un decalogo del “benessere” scritto da una famosa antropologa americana si incontra questo strano imperativo : -prendersi cura delle proprie ossa..- L’incitamento non è ortopedico ma piuttosto socio-archeologico. Vuole dire prendersi cura di ciò che si è ora e soprattutto di quel che si è stati, a ritroso, secoli e millenni fa. Sono appunto le ossa, sonore, musicali, forti e antiche a conservare memoria di noi molto, molto più a lungo dell’effimero involucro che ci accompagna. La nostra vera eredità sono le ossa. Vibrano e risuonano le storie più lontane. E’ Proprio in queste settimane, che ritorna, con l’affievolirsi della luce, il mistero delle feste di Nicolò, di Natale ,di fine anno. Molto più lontano ancora le festività della luce e della rinascita, i doni scambiati, gli auguri fraterni per superare la notte e ritrovare la speranza. In queste settimane sarà allora, come sempre, necessario essere -più buoni- , più bravi e attenti ad ascoltare  “le ossa”,a riconciliarci con la nostra eredità di uomini, con la nostra forza e con la nostra fragilità.

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