La libreria di Molotov

La vasta pianura degli Sciti, i cosacchi, i bagni di vapore e, più importante di tutto, il n. 3 di una strada a Mosca, parallela al  Cremlino. La terribile lanterna magica di Molotov come declik per una rilettura della storia antica, sovietica e ora putiniana della “ Grande Madre Russia”. E’ il libro appassionante e appassionato di Rachel Polonsky uscito da poche settimane per Adelphi. Pagine di grande interesse, soprattutto in questi anni segnati dal risveglio del Grande Orso. Nei capitoli centrali del libro ho scoperto i miti e le credenze della tribù dei Rus’, vivi e rinfocolati da mille anni. Ho ritrovato frammenti e parole di Osip Mandelstam, di Marina Cvetaeva, i paesaggi di Cechov. Ancora una volta saranno i poeti a vedere lontano e ad avere sempre ragione ( lo sapeva anche Stalin), a sapere da dove arriverà la tempesta e di come può ricominciare l’orrore. E’ una lanterna magica molto utile per mettere a fuoco certe “stranezze”, certe convergenze politiche e “culturali” che negli ultimi mesi hanno, una volta in più, colto di meraviglia e di sorpresa la nostra stremata, vecchia Europa.

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