Cabaret

IMG_0012Questa notte é Angael che canta. Il talento é un dono, stupefacente, per chi lo possiede come per chi lo testimonia. E’ un’apparizione, una possesione, è un’ emozione che diventa sempre piú forte, quasi a perdere i sensi. Poi ricade, stremata, esausta e senza fiato. Angael ha meno di vent’anni, è ancora incredula, non è abituata a questa particolare -mutazione- cosí evidente a chi la ascolta e la vede. Quando cantare è riprendere la parola il corpo stesso si trasforma, come scosso dal vento, corre, salta, si ripara. La voce, tra le arti, resta la più inspiegabile, ancestrale, affonda nel profondo della nostra memoria. Angael ne ne fa un grido, col suo corpo magro e con le sue mani costruisce tamburi mentre urla nel buio il desiderio del sole. Noi siamo lí nel tepore umido ,accogliente, della Cave aux trois Mailletz. Spettatori-testimoni di un talento che si rinnova nel corpo e nella gola di questa altrimenti normalissima ragazzina. Ce ne andiamo soddisfatti, placati, nel freddo della notte, a Gennaio, a Parigi.

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