Il thè nel deserto

Il mio the nel deserto, il primo, ha un sapore lontano, quasi trent’anni, in contemporanea con il film di Bertolucci. Il ritardo di un volo, una mancata coincidenza, ed eccomi solo verso l’albergo di
Ouarzazate dove avevo mancato la notte prenotata, quella prima del viaggio vero, la valle del Draa, l’accampamento  tra le oasi e i villaggi di pietra nel sud del Marocco. Provincia di Erfoud. Avevo cercato allora una guida berbera, con un fuoristrada e un po’ di francese, deciso a cercare e a trovare con me quattro tende nel deserto a 300 kilometri da lì. Cominciammo al tramonto una delle strade in discesa più belle e pericolose del Maghreb, forse, del Mondo.. nella sera fredda di Dicembre.Muti. Io non mi fidavo di lui e lui non di me. Le prime parole dopo due ore in discesa tra colline e villaggi di sabbia rossa, greggi di pecore, pastori. Nessun altro veicolo sulla strada e il silenzio rotto soltanto dal nostro motore. Poi il vento forte e freddo, le deboli luci di una stazione di sevizio. E’ in quella stazione Shell, scalcinata e inaccogliente, che in compagnia di un autista sospettoso ho bevuto i primi bicchierini di thè verde e amaro, come è d’uso nel sud.L’accampamento lo abbiamo trovato poco dopo mezzanotte, con una mezzaluna araba nel cielo blu. La guida ancor più incredula e felice di me. Non era per nulla garantito il successo della ricerca…IMG_0022

Gaetano Orazio

L’ho incontrato più tardi, dopo la casa nel bosco, dopo il pettirosso. Gaetano Orazio aveva impiantato il suo primo studio in un casolare, in quel che rimaneva di campagna in Brianza. Gaetano è un Maestro. Te ne accorgi subito, prima che parli, prima di vedere le sue grandi tele, prima di leggere le sue poesie… Lo è nel corpo. E negli occhi naturalmente. Ha il ritmo della vita e, senza volerlo, lo insegna. Adesso dipinge e scrive in uno spazio più grande, una vera officina, a Monticello Brianza, giusta per il suo modo di pensare la pittura e di realizzarla o, meglio, di farla, come lui stesso preferirebbe dire.
Fare, come fa un artigiano o un operaio che si sente parte di un Tutto.
Viene dal Sud, dal mare, dal golfo di Napoli e, difficile da credere, ama la Brianza senz’altra nostalgia. Guarda, vede e dipinge la Brianza come pochi lombardi hanno saputo. Gaetano Orazio ha visto nelle nostre striminzite campagne, nei nostri spesso devastati paesi, luccichii d’argento, colori e bagliori di lago :- Ho visto l’arcobaleno porre l’aureola sui campanili, e di sera, dall’alto dei colli di Brianza, luci verso Milano, come fosse Natale…-
Tra le compiute e riconosciute maestrie di Gaetano c’è anche questa, tutta dedicata a noi: la trasformazione magica della nostra provincia.Mentre

Balene a Salary

La vide d’un tratto, grande come una goletta, adagiata sul fianco, tra gli scogli, proprio lì sotto, alla base dell’hotel dove lavorava.L’albergo per i giovani sposi dei Paesi ricchi. Era grigia, ansimava ancora. Doveva essere una Balena, pensava. Lei veniva dalle Terre alte e non conosceva il mare ma si era subito innamorata di quel luccichio, dell’odore, dell’orizzonte. Vide poi arrivare di corsa i Vezu dai villaggi vicini. Li guardò fare a pezzi, gioiosi, quella cattedrale di carne e guardò il mare colorarsi di sangue. Più tardi, un pescatore, gliene offri un pezzo, rosso rosso, sorridendo, come chi offre un mango a settembre.
Dopo aver mangiato la balena credette di morire. Vomitò per giorni interi, la sogno’ mentre nuotava sotto le onde. Ci mise molto a guarire da quell’orrore che partiva dallo stomaco per finire negli incubi della notte. Chiese allora scusa alla balena e sognò le insalate, i legumi e il riso delle sue terre. Lei non aveva il diritto dei pescatori Vezu. Non si può magiare quello che non si conosce, non si frequenta, non si paga con la fatica delle reti, dei remi e degli arpioni. Alla seconda balena arenata, nel mese di febbraio, con le lacrime agli occhi, decise di andarsene da Salary. Tornare agli altopiani per non dover più guardarle morire. (Una storia vera che mi è stata raccontata dalla protagonista nel 2007 a Tananarive.)images-1