Il Museo dell’Immigrazione

Mormorii, come in una sala d’aspetto, in una stazione, come un mattino presto, in cucina, prima di un viaggio. Il nuovo Museo a Parigi della storia nazionale dell’immigrazione. Come in un porto marittimo o in uno ferroviario. Annunci diffusi di partenze e di arrivi, belle fotografie in bianco e nero e tante valigie usate ammonticchiate nelle vetrine. Racconti e frasi di migranti famosi e anonimi che hanno costruito la Francia dell’ultimo secolo.Tanti gli Italiani, molti nel Pantheon della cultura e addirittura dell’esercito.: lo scrittore Cavanna e il recente nobel Modiano, Yves Montand e Lazare Ponticelli ultimo fante italo-francese della prima guerra mondiale sepolto aux Invalides. Volti e cartoline, lettere in tutte le lingue, testimonianze recenti, cianfrusaglie passate, portate nelle valige da ogni parte del Mondo a ricordare le origini. E’ un piccolo e commovente museo di una storia recente che sta diventando  cronaca sempre più impetuosa e che sarà il segno del nostro futuro. Le cause descritte dei primi grandi flussi in Francia sono rimaste le stesse, cambiano soltanto le dimensioni : le guerre, le dittature, la fame, lo sterminio…I visitatori entrano quì quasi sempre in famiglia. Ricordano, tra loro, a bassa voce, la propria storia, quella di un genitore o di quel parente che scegliendo la Francia ha scelto per tutti un destino diverso. Dalla Russia, dall’Algeria, dall’Indocina, dal Marocco e dalla Tunisia, prima ancora , appunto, dall’Italia, dall’Armenia. Una storia dura, complicata, fatta di nostalgie, di rinunce e di grandi speranze. Una storia “minima” rispetto alla disperata, enorme, migrazione  contemporanea. Saranno allora necessarie, per raccontarla tra qualche decennio, ben altre sale, ben altro spazio, che quello dedicato dal Palazzo de la Porte Dorèe..IMG_0851

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