Le notti di Matera

Sono ancora vivi I bambini superstiti di Matera. Camminano lenti oppure giocano a carte nei caffè del centro nuovo, vicino alla stazione senza i treni. Hanno quasi tutti novant’anni. Questa città, antichissima, é la sola al Mondo ad essere costruita come sanno fare le formiche. Inconsapevolmente. I primi uomini trovarono gallerie, grotte di tufo, le piscine e le pozzanghere naturali lasciate dal mare e dai terremoti, e così, naturalmente, edificarono come un formicaio. Hanno scavato, levigato e sovrapposto stanze e strade e, più tardi, chiese. Dal paleolitico agli anni cinquanta, ininterrottamente. Ma sono quei bambini che correvano scalzi, che inseguivanoo i rari “stranieri” elemosinando chinino per abbassare la loro febbre,la mala aria,a salire ancora per le scale di pietra, a popolare la notte da presepio napoletano, a riempire il buio dei sassi. I loro nipoti giocano oggi, giù, al torrente Gravina, raccolgono pietre rotonde che sanno correre sull’acqua, nei pomeriggi tersi, osservano i falchi grillai contendere il cielo alle rondini di mare. Conoscono le lingue degli “stranieri” e saranno loro i futuri custodi del Formicaio.IMG_1076

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