Molti fratelli e una bella fidanzata che si chiama Liberta’

Giorni melanconici di immagini tristi e di parole feroci. Concetti lontani come esilio, migrazione, asilo, contagio… risuonano in buona e cattiva fede dagli schermi televisivi e rimbalzano dai profili di Facebook. Da un confine all’altro di un’Europa stremata, senza più coraggio, senza più memoria. Di un’Europa cattiva.

Ho riascoltato una bella e famosissima canzone di Mercedes Sosas: “Yo tengo muchos hermanos”. Consiglio di cercare il video su You Tube e di ascoltarlo. Traduco qualche verso: “Io ho tanti fratelli da non poterli contare, nella montagna, nella pianura, sul mare. Ognuno con i suoi sogni, con dietro i propri ricordi e con la speranza davanti. Hanno un orizzonte aperto, che sta sempre un poco più in là, e una grande forza per raggiungerlo, di tensione e di volontà. Quando l’orizzonte sembra più vicino è quando si allontana di più. Io ho tanti fratelli da non poterli contare. E così  continuiamo a camminare pieni di solitudine, ci perdiamo per il mondo e torneremo ad incontrarci. Ed è così che ci riconosciamo, per la capacità di guardare lontano. E continuano ad andare, insieme ai nostri morti, perché nessuno resti indietro. Io ho tanti fratelli da non poterli contare e ho una bellissima fidanzata che si chiama libertà…”

E’ una gran bella canzone. Nella semplicità della sua melodia e del suo testo ci racconta la nostra storia. E’ possibile salvaguardare quel poco di libertà che ci è rimasta chiamandoci fuori dalla condivisione del cammino con milioni di fratelli pur nella solitudine del viaggio di ciascuno? Credo proprio di no.images

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