Male d’Agosto – pensiero d’estate.

Il male d’agosto, ne parla Guido Ceronetti nell’ultimo suo ”Tragico tascabile”, è più profondo, è più nero, ma è anche più esibito e quindi facile da identificare. Agosto, il più crudele dei mesi, ammicca Ceronetti, rievocando la simpatica frescura di “Azzurro” quando era ancora possibile prendersi un treno dal biglietto poco costoso e tornarsene a casa. Quasi-quasi.
Oggi i biglietti dei treni sono più cari dei biglietti aerei e se si torna a casa di azzurro non ce n’è più tanto da nessuna parte. E’ forse per questa predisposizione maligna che proprio nelle ultime settimane si è fatto più assordante e più duro il cosiddetto dibattito sull’accoglienza, sui migranti, su quel che è male e quel che è bene..E’ in queste settimane che l’orribile neologismo italiano di “buonista” ha assunto caratteristiche di insulto grave e di identificazione politica. E, appunto, nel mese del male che tutto quello che potrebbe non essere abbastanza – cattivo- viene indicato al pubblico disprezzo. Che in uno Stato sfasciato come il nostro la questione, sempre più complessa ed esplosiva della migrazione abbia risposte burocratico-amministrative contraddittorie ed inadeguate non stupisce nessuno. Stupefacente è invece la  mobilitazione nei confronti della miseria e del dolore e non per una risposta finalmente equilibrata ed efficace da parte dei costosissimi Organismi nazionali ed internazionali. Ma così va il Mondo e così.. è sempre andato..
Intanto, ai “buoni”, che resistono, non resta allora che sperare in settembre. Il conosciutissimo verso : “andiamo è tempo di migrare” potrebbe, chissà, mostrare in una luce diversa, più lunga, la gente delle barche e anche indicare a noi stanziali la necessità di muoverci, almeno con le idee.

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