la farmacia degli incurabili

La storica farmacia degli incurabili ha riaperto, da due anni, i suoi grandi portoni di quercia massiccia. Dalla cornice superiore ci scrutano attenti un demone e un angelo. Il farmacon era – e rimane – portatore di salute oppure di morte.
La farmacia più importante nell’Europa del Settecento, a Napoli, era anche – o soprattutto – un Tempio massonico. Un centro iniziatico frequentato dalle migliori intelligenze dell’epoca.
Danno ancora il capogiro quelle vetrine barocche e l’enorme tavolo da speziale in radica, d’un pezzo solo. Gli scaffali zeppi della più grande collezione al Mondo di vasi e ampolle bianchi e blu. Contengono ancora i fondi di pozioni, di unguenti, di erbe, di impiastri e di sciroppi. Qualcuno di quei rimedi settecenteschi ha servito efficacemente allo scopo fino a tutta la seconda guerra mondiale. Il tempio-farmacia si colloca nel vasto complesso degli incurabili (in parte ancora funzionante come ospedale).
Da una parte all’altra del grande salone due enormi vagine d’oro si riflettono. La prima con rimando alla vergine sirena partenope, l’altra aperta e visibilmente ricucita. Al di là di numerosissimi rimandi simbolici ed esoterici, l’immagine ricorda l’alta specializzazione del reparto ginecologico dell’ospedale, che era in grado di operare al meglio anche parti cesarei. Per questo, in una lapide bianca a mezza altezza su una facciata dell’edificio centrale, è ancora leggibilissimo l’invito: “Donna incinta – a qualunque censo, razza e credo tu appartenga – bussa e qui troverai gratuitamente ogni cura ed attenzione”. Un invito che con i secoli si è un po’ smarrito nelle burocrazie delle aziende ospedaliere…images

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