Gloria della foresta

Bonjour, je m’appelle Maminirina Miora Harilala. Per far più semplice, quando si presenta agli europei o agli americani, è Gloria.
Questa ragazza di diciannove anni ha studiato alle Mauritius, l’isola ‘svizzera’ dell’Oceano indiano. Sa utilizzare, come i suoi coetanei, gli strumenti digitali della comunicazione, parla  francese, inglese e, ovviamente, malgascio, la sua lingua materna. Il padre biologico, come ha voluto subito chiarire, è un francese di cui non ha mai saputo nulla. La famiglia della madre è un po’ mauriziana (karana) e un po’ malgascia. Un forte carattere oceanico, dunque, con un lascito mediterraneo. L’eccezionalità di Gloria, che ho conosciuto a Morondava, sulla costa ovest del Madagascar, è la sua totale passione per la foresta. Quella pluviale, primigenia e biodiversa, quel che resta di tutto ciò che qui, nella Grande Isola, è ancora molto.
Un interesse maturato due anni fa quando, rientrata in patria, ha accompagnato il cugino, cercatore di pietre preziose, ed è rimasta qualche mese sulle rive di un fiume nel contatto assoluto con la natura e con gli indigeni.
Alla presenza discreta e timida dei Michea, i discendenti dei pigmei (probabili primi abitanti del Madagascar), dei pastori nomadi di grandi mandrie di zebù, inseguiti dai terribili dahalo, ladri di bestiame, passati in pochi anni dalle lance tradizionali ai kalashnikov, Gloria ha potuto aggiungere alla passione per la lettura quella per una vita senza mediazioni nè sovrastrutture.
Gloria ha vissuto molti mesi in una capanna, si è lavata nel fiume, ha mangiato i prodotti limitati di quella terra, ha condiviso parole e musica con gli abitanti nomadi e stanziali della foresta. E della foresta si è innamorata. Oramai ci vive per gran parte dell’anno. Anche durante la stagione delle piogge. Per arrivare alla sua casa di legno, già attrezzata di pannelli solari, di un frigorifero e con la possibilità, addirittura, di collegarsi ad una rete wi-fi, sono necessarie circa 15 ore da Morondava (per arrivare a Morondava ne occorrono 12 dalla capitale). Il viaggio va effettuato in due tappe. Sarà necessario un fuoristrada dall’alta carenatura per attraversare trentadue fiumi più o meno impetuosi.
Da quest’anno Gloria ha cominciato a insegnare ai bambini delle tribù stanziali i rudimenti della scrittura e della lettura, a studiare il comportamento e le leggende dei Michea, a cercare ametiste e cedrini tra i sassi della sorgente. E’ arrivata in città per controlli medici. Vivere nella foresta può anche causare malattie antiche e molto ‘esotiche’. I risultati degli esami non hanno dato segnali di  pericolo e lei si prepara a ripartire, nei prossimi giorni. Una ragazza calma e appassionata che potrebbe ricordare Karen Blixen o un personaggio di Ugo Pratt. Il suo progetto di vita è tutto legato alla foresta e ai suoi abitanti. Allargare la sua casa, farne un piccolo rifugio per antropologi, gemmologi o, semplicemente, turisti avventurosi, curiosi, un po’ coraggiosi, quindi… poco numerosi.
Io non so se riuscirò ad organizzarmi per arrivare in quel luogo così lontano dalle strade e dalle consuetudini anche per un Paese ‘scomodo’ come il Madagascar. Il coraggio è poco, ma tanta è la curiosità di vedere Gloria, la ragazza bianca, che ha scelto la foresta con i suoi abitanti e con i suoi briganti.

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4 Replies to “Gloria della foresta”

  1. Ma tu, Roberto, come hai fatto a conoscerla questa particolare ragazza che ama la foresta? Credi che la sua ambizione valga la pena di portarla avanti per civilizzare un mondo che magari ama essere lasciato allo stato naturale? Il mio parere è che alcuni luoghi del nostro pianeta andrebbero lasciati intatti. Perché altrimenti sorgeranno dei nuovi problemi di convivenza con dei popoli sviluppati. Tuttavia apprezzo la voglia di conoscenza di questa avventuriera. Grazie, Roberto. Noi due comunque ci conosciamo da tanto tempo. Buone Feste di un Santo Natale a te e famiglia.

  2. Vero! una ragazza imprevista incontrata per caso in un Luogo comunque particolare come il Madagascar

  3. Io vado spesso, da anni, in Madagascar, che è già di per se stesso un luogo Particolare. E’ lì che ho incontrato Gloria.Il suo impegno non è di civilizzazzione ma di condivisione. Auguri a Te e alla Tua famiglia per un buon Natale.

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