Dora e la memoria

 Quel ” povero e prezioso segreto ” che Dora ha nascosto scappando da casa e dall’inverno 1941-42 non lo abbiamo trovato nemmeno noi in questa tiepida mattina del gennaio 2016. Dal numero 43 di Boulevard D’Orano, da quel balcone lungo, in ferro battuto, che é ancora lì, come allora, ad abbellire l’ultimo piano di quel che era un Piccolo Hotel, dal viale di tigli spogli, è iniziata la fuga della ragazzina ebrea. Dora Bruder, sarebbe diventata così una presenza che dura, che abita ancora il quartiere, la vecchia scuola elementare e quei giardini che allora erano campi aperti abitati dalle roulottes dei manouches, gli zingari musicisti, la famiglia dei Reinhardt, quella di Django. Dora ascoltava quelle chitarre. La memoria di oggi sarà anche, un pò, l’inquietudine per domani. La corsa della piccola Dora é stata fermata pochi mesi dopo,nell’estate del 42. In una camera a gas. Oggi, almeno questo, non é piú un segreto: sappiamo da chi, sappiamo perché, sappiamo che non é finito per sempre, che tutto puó ricominciare.

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