Rio Magdalena

Una personale, liquida -madeleine-, indispensabile per rivedere luoghi e persone, per ricordarle con le voci, i gesti, le emozioni di un tempo. L’acqua. Questa volta è quella del rio Magdalena, in Colombia. Il grande fiume che attraversa il Paese e congiunge la regione di Cartagena a Monpos. il villaggio sul fiume del Generale e della -morte annunciata-. Poche ore, solo un pomeriggio, sul battello, eppure a quel fiume e a quelle rive mi sento legato non meno che alle piccole spiagge del Lario. I motori tranquilli e il rumore dell’acqua tra le pareti della grande ruota, le voci dei pescatori dalle piroghe che accostavano, e poi donne che lavavano i capelli ai figli. Urlavano di gioia e di rabbia allargando la macchia di sapone quasi alle pareti del battello. Al villaggio si arriva al tramonto, con l’arancione e il blu della laguna che si moltiplicano con l’odore dell’acqua ferma e delle banane fritte. Era la fine degli anni ottanta. La Colombia di Pablo Escobar, delle Farc e del realismo magico di Garcia Marquez. Il concentrato di tutta l’America latina. Della brutalità e della bellezza dell’America latina. Quel fiume e tutta quella laguna attorno Monpos la ricordo oggi con la nostalgia della giovinezza ma anche come una promessa e una possibilità di futuro. Non ho mai più vissuto ore di maggiore pace interiore sicurezza e sintonia di quelle passate in quel labirinto, due sole notti profumate e tranquille nel pericolosissimo centro stesso della violenza sudamericana.images-1

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