Le streghe di marzo

Nessuno come Jules Michelet, il grande storico e filosofo francese dell’ottocento, è riuscito, in poche righe, a rendere un altissimo omaggio alla complessità del mondo femminile. Nei primi giorni di marzo mi piacerebbe venisse ricordato il suo libro “La strega”. Un testo tra i più devoti alla natura stessa dell’ intelligenza femminile. Che sia stato scritto a metà del 1800, cento anni prima dei movimenti femminili strutturati politicamente, dimostra come la genialità di alcuni protagonisti dell’età dei Lumi riesca ad emettere Luce ancora ai nostri giorni. Altrettanto incredibile che uno slogan femminista degli anni 80, quasi sempre inconsapevole, recitasse appunto : -“tremate le streghe son tornate”. Nel suo splendido “la sorciere” Michelet sostiene con entusiasmo che la donna nasce fata, per la sua capacità di emozione cresce sibilla e, per raffinatezza magica, malizia e sapienza diviene appunto, attraverso l’amore, strega: guaritrice simbolica, levatrice ancestrale. Come più tardi scriverà Ceronetti:- sono gli uomini che muoiono, le donne non muoiono mai…-
Ecco, io frequentatore abituale del Madagascar, l’Isola delle streghe, vedo in queste figure gli archetipi positivi della donna vittoriosa di oggi e soprattutto di domani. Non so, ovviamente, se le donne condivideranno questo mio “delirio” al quale ho cercato di associare nientemeno che Michelet e Ceronetti ( tutti uomini in verità) ma sono sicuro non sia poi così delirante,IMG_4185 (1)

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