I pavoni

 Creature strane, mai domesticate, anche quando eleggono un giardino o una proprietà restano orgogliosamente lontani dagli uomini che lo abitano. Hanno tra loro richiami rauchi, corti e modulati molti simili a quelli dei gatti in amore. Al mattino precedono il canto del gallo con un solo avviso, un pò più lungo e piú rauco, senza allegria: una constatazione stanca, quasi un dovere. I maschi, maestosi nella loro coda verde e blu, a volte, si posano sul capitello di una fontana, al bordo di una piscina, immobili e silenziosi per tempi lunghissimi. Statue viventi e compiaciute di se stesse. Ma è durante il monsone, nelle tempeste d’acqua più forti, che proprio la coda, distintivo della loro bellezza, si trasforma nella loro stessa rovina. I pavoni dormono nascosti tra gli alberi e la pioggia violenta inzuppa le loro code rendendo sempre piú difficile il riparo precario. Stremati cadono morti al mattino ricordando l’albatros di Baudelaire. Oramai inutili, senza grazia, senza gloria, la coda scarmigliata. Il ciuffetto sopra la piccola testa rende piú triste e ridicola la loro disfatta. le femmine sopravvivvono, invece, piú leggere sono rimaste al riparo e riprodurranno presto molti altri esemplari di questi timidi testimoni di bellezza.

Inviato da iPad

Leave a Reply

Your email address will not be published.