La tigre

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Luis Borges ne era ossessionato. Per milioni di asiatici permane una  vivente farmacia miracolosa, cura di ogni male. Durante tutto l’ ottocento e fino almeno alla metà del secolo scorso è stato l’animale più cacciato, quasi da essere estinto. La Tigre. La buona notizia è che il suo numero sta aumentando dal 2000, in India, a ritmi importanti. Oltre quattromila esemplari nei parchi e nelle riserve. Anche in Siberia si sta facendo molto per salvaguardare il meraviglioso felino. Io l’ho finalmente incontrata, vista, guardata negli occhi, libera e arrogante, ironica nella suo incedere lento e dinoccolato. Non guardava nessuno di noi quattro, silenziosi ed immobili sul fuoristrada scoperto. Non eravamo interessanti. Lei lo era. L’ho incontrata nella  riserva ( grande mezza Lombardia) di Nahargart a Ranthambhore in mezzo ai monti Aravali, in India. Un esemplare maschio che usciva da una pozza d’acqua scrollandosi soddisfatto e lento: “ odore d’alba fiuterà nell’ampio labirinto intricato degli odori e il delizioso odore del cerbiatto “. Non un cerbiatto ma una grande antilope aveva divorato la sera prima, ha spiegato l’autista accompagnatore, giovane etologo innamorato dei felini. Per questa ragione era sazio e tranquillamente si rotolava nelle sterpaglie, a pochi metri da noi. L’incontro con la verità della natura è sempre un’ apparizione. La manifestazione della forza :” non la tigre vertebrata che prima assai delle mitologie calca la terra”.
ma, forse, in qualche strano modo, è anche visione di eternità.

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