Maremma di maggio

Il golfo aperto tra l’Argentario e Talamone. Di fronte l’Isola del Giglio. Alle spalle la Maremma protetta del Parco. Il silenzio di maggio.
La bellezza della macchia mediterranea con il suo profumo di resina e di sabbia, la lunga spiaggia ingombra dei legni naufragati durante l’inverno, trasformati ora in capanne per bambini o ripari per amanti. Stormi di martin pescatori verso Albarese. Nascosto nel bosco un altare etrusco guarda ancora al mare.
Una vacanza improvvisa, insperata, nella ‘marisma’ italiana dei buoi dalle grandi corna, i cavalli sauri e gli ultimi cavalieri.
Un ritorno tra le colline che scivolano nel Mediterraneo tra agavi giganti, percorse da volpi, sorvolate da falchi pescatori. Il buon odore selvatico di un pezzetto di terra che resiste, che vorrebbe costringere anche noi alla resistenza. Non cedere alle piscine azzurrate con l’acqua di mare e ai “bagni” con gli scivoli di plastica gialli. I bambini preferiscono giocare coi legni alluvionali, con le conchiglie e, come si sa, amano parlare alle volpi…
A qualche insenatura più in là, porto Ercole e la Medusa a ricordarci il naufragio di Caravaggio e la terribile luce dei colori della vita.images-2

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