…Che ti vada bene…

Sarà disponibile tra poco, nella traduzione italiana, l’ultimo lavoro di John Irving. Il Viale dei Misteri, il titolo probabile di questo lungo romanzo surreale, misterioso e bello.  Irving, quello de “Il mondo secondo Garp”, ritrova il meglio della sua scrittura in quest’ultima opera. Forse perché i personaggi principali del romanzo sono nati a Oaxaca, in Messico, non potrò essere del tutto oggettivo.
Proprio Oaxaca, infatti, rappresenta per me la prima meta lontana, nel senso stretto e metaforico, l’inizio del mio amore per il viaggio. Non avevo ancora trent’anni e il Messico non era quel Paese violento e disperato che sembra essere diventato oggi, dopo i cartelli della droga e le violenze di confine.
Oaxaca dunque, città medio-grande (rispetto a Messico D.F.), dalla bella piazza dello zocalo, vivibile e tranquilla ai tempi, con gli scoiattoli che salivano sui tavolini dei caffè e partecipavano attivamente alla colazione. I “miei tempi” collimano con quelli dei protagonisti del Viale dei Misteri, le chiese delle vergini spagnole sono le stesse costruzioni barocche e oscure che ho frequentato io, alla ricerca dei perché coloniali e delle riposte del sincretismo indio.
I primi enigmi, le prime fascinazioni antropologiche mi vengono da quelle strade, da quelle discendenti degli zapotechi che vendevano cioccolato e tortillas, dalle colline che circondano la città, da quel viaggio in autobus, complicato, attraverso i boschi, per arrivare all’Oceano Pacifico.
Lasciando il piccolo Hotel del Pombo nella luce appena accennata di un’alba, la ragazza della reception mi ha salutato con un sorriso e con una formula forse usuale: “QUE TE VAYA BIEN”. E’ stata, quella, la prima e la sola volta che l’ho davvero ascoltata e che l’ho misteriosamente interpretata come estensiva per tutti i viaggi a venire. Attraverso Irving ho ritrovato la voce e il sorriso di quel lontano mattino. Spero con tutto il cuore che sia andata  bene anche a Lei.images-1

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