Letture d’estate

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Con la “scuola cattolica” di Albinati, premio Strega 2016, ho iniziato l’estate. Il ponderoso romanzo è in realtà, soprattutto, un saggio filosofico di un epoca italiana, la mia stessa. Milleduecentopagine, che penso mi accompagneranno fino all’autunno. Pensieri importanti e in qualche caso esaustivi sulla borghesia romana degli anni settanta e poi pagine di lucido e terribile approfondimento su quello che fu il fatto di cronaca emblematico per quelli anni e per quell’ambiente: il delitto del Circeo…”per brevità DdC”. Quasi incitato dai temi della scuola cattolica ho poi letto: “Dolore” dell’israeliana Zeruya Shalev. Dove si interferiscono il dolore fisico (quello di un corpo dilaniato da un attentato suicida) e quello morale della mancanza di senso. Shalev è una scrittrice ebrea meno conosciuta dei suoi colleghi tradotti e amati in Italia ma assolutamente alla stessa altezza per scrittura ed argomenti.
Da ultimo, accettando il consiglio di una amica lettrice francese, un libro di Jean-Luc Seigle non ancora tradotto ma il cui titolo mi ha personalmente interpellato : “ invecchiando gli uomini piangono” . E vi è certamente da piangere per tutte le bugie che il Potere racconta alla gente e per la gente che, pur sapendo che sono bugie ha perduto la voglia e la speranza della verità.
Letture non particolarmente gioiose ma che mi sono sembrate e continuano a sembrarmi molto in accordo con la cronaca del Mondo e, in fondo, con la nostra personale biografia.

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