La miseria e l’allegria

Una lunga striscia di zucchero grigio tra il verde sporco del mare e il cielo rosa azzurro del mattino.
Morondava. La vita come -festa in lacrime- trova qui una ancor più convinta declinazione.
Miseria e allegria; accettarla l’eredità, il regalo ,voluto o inconsapevole, della vita. La vita così come è senza aspettarsi
molto di più ma pronti a volere tutto e a perdere tutto. Se passeranno i banditi o un ciclone più violento. La follia dell’Africa e la compostezza mistica dell’Asia trovano comunque una arruffata sintesi nell’isola dalla terra rossa.
Ascoltare Eladia Blasquez cantare – honrar la vida- sulla musica di Piazzolla. Onorare la vita, dice,
non è semplicemente vivere. Ricordare ancora – il giro della prigione- di Yurcenar dove la prigione è la Terra intera. Drammatica e magnifica prigione di cui almeno conoscere il perimetro prima della definitiva e misteriosa libertá. Penso spesso che un viaggio in questo Paese dell’altro mondo
può essere un utilissimo viatico alla vita e alla tolleranza per un occidentale che fatica sempre più a definirsi e a leggere il Mondo.
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