Poisson = bon-bon

Da tempi immemorabili i bambini dei pescatori Veso del canale di Mozambico domandano ai pochi stranieri che incontrano sulla spiaggia un regalo. Si sono soprattutto abituati a dolci, caramelle, cioccolato. Ai “bon bon”.
La più giovane generazione, ho potuto verificare nelle scorse settimane, ha saputo trovare un modo più simpatico e antico nello stesso tempo, nel domandare.  Una fierezza particolare, una consapevolezza del proprio lavoro, della propria curiosità, del desiderio. I ragazzini che ho incontrato non chiedevano più un regalo né un dolcetto ma offrivano sorridendo un piccolo pesce, tolto dal fondo della propria piroga. Poisson-bon bon. Un pesce in cambio di un dolce, di un piccolo regalo. Uno scambio alla pari, in qualche modo, anche se a guadagnarci è ovviamente sempre il turista-viaggiatore. Si porta via un pesce, se lo desidera, ma soprattutto il sorriso e il grazie di un bambino, beni oramai introvabili alle nostre latitudini.img_1818