Da : bagaglio a mano – Albenga

Albenga. Ci si passa sempre vicini . L’uscita dall’autostrada ci è indicata ad ogni viaggio verso la Francia ,la Spagna . Ma ci si ferma poco ad Albenga. Io l’ho fatto per caso lo scorso mese di luglio.
Il centro storico monumentale e’ tra i più belli e i meglio conservati che conosca. La romanità imperiale è ancora lì a due passi dalla spiaggia, commovente. Il lungomare ti porta facilmente al delta di un fiume sontuoso di isolotti e di salici. Due giovani inglesi hanno acquistato pochi anni fa la -Torre Cepollini- , una casa-fortezza del XIII secolo trasformata con gusto eccellente in bed§breakfast .
Ho dormito 2 notti nella stanza del vescovo. Vecchie altissime imposte verdi. All’alba stormi di rondini di mare rompono il silenzio stridendo nella luce blu che illumina belle signore inglesi dalle stampe vittoriane  di fronte al letto. Svegliarsi così in una grande stanza a volta , guardare il giardino arruffato con, in fondo, l’ antica canonica è un tuffo nella bellezza, raro, insperato.

Bagaglio a mano

E’ quello che si porta in cabina, è quello , di solito, con le rotelle. Leggero- massimo sette kilogrammi-. Il bagaglio  a mano obbliga una scelta lacerante tra le cose che si vorrebbero portare via ,con noi, e che invece vanno lasciate lì. Nell’altra vita che precede il viaggio.
Ovviamente è anche una metafora  o può esserlo. Sopratutto lo è per la scrittura- l’arte della sottrazione-  come dice Claudio Magris.
Anche in questo caso scelte che feriscono tra quel che si vorrebbe dire ma che non ci sta ,
perchè troppo consumato, banale , troppo chiassoso. Sobrietà necessaria  nel raccontare la geografia , ricerca ambiziosissima di leggerezza nel dire in dieci righe qualcosa che possa servire a qualcuno : un indirizzo, una suggestione , una -messa in guardia-. L’esperienza del viaggiare aiuta a guardare in faccia la dolcezza e la ferocia del Mondo.

VAMOS HABLAR DE TANGO

Bisognera’ pure parlare di TANGO.

Io l’ho incontrato per caso, attorno ai quarant’anni, un buon tempo per capire, a Medellin -Colombia.

Medellin e’ dopo Buenos Aires e Montevideo la terza citta storica del Tango. E’ lì che brucio’ vivo in un incidente aereo Carlos Gardel, negli anni trenta. Ancora oggi si può ordinare un tango ad un musicista e mandarlo a  domicilio per una serenata.

Comunque e’ stato proprio in quella pericolosa citta’ che cominciai ad ascoltare tangos. Lì ho avvertito che quella musica e molte delle “letras” rappresentavano una modernita’ estrema.

Il tango rappresenta para mi la musicalita’ dei nostri giorni, la sottolinea molto piu oggi di quando e’ nato sul rio della plata quasi 150 anni fa. Forse allora si trattò di una magica, o maligna, intuizione di cio’ che sarebbe stato il mondo…

HABLAMOS DE TANGOS…

GLENN GOULD

Appena uscito per Einaudi.

Glenn Gould di solito lo si ascolta. Questa volta lo si legge.

Una rara biografia di questo genio assoluto scritta con la sensibilita di una pianista. E’ musica…